Collezione Damiani : macro e micro
la Datolite dei cinghi di Boccasuolo
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Professor Mario Bertolani (Valle del Dragone - Modena)
SOCIETA' TIPOGRAFICA EDITRICE MODENESE 1962 ____________________________________________________________________________________________________________________________________________ L'orientamento dei cristalli di datolite
Prima di eseguire uno studio generale sulla datolite della formazione ofiolitica appenninica, studio di imminente pubblicazione, ho cercato di chiarire talune difficoltà, che tutt'ora permangono nell'orientazione dei cristalli, dando luogo a dubbi e ad incertezze. Si pensi, tanto per citare un esempio, che, nei cristalli del giacimento di Toggiano, alla stessa forma sono stati attribuiti cinque simboli diversi. Tali difficoltà derivano, in parte dal fatto che l'angolo b è molto vicino a 90°( 90°9' ), in parte dal sussistere attualmente nell'uso di tre rapporti parametrici diversi: quello di Dauber (a : b : c = 1,265 : 1 : 0,635), quello di Dana (a : b : c = 0,635 : 1 : 1,265) e quello di Rammelsberg, derivato dal primo per dimezzamento del parametro α (a : b : c = 0,633 : 1 : 0,635, nonché di un quarto rapporto proposto in un primo tempo sempre dallo stesso Dana, nel quale c era ridotto a un quarto della naturale lunghezze. Nonostante questo potrebbe sembrare facile l'esatta orientazione facendo riferimento alle costanti prescelte;invece, per quanto si riferisce ai parametri, rendono assai perplesso chi si accinge allo studio di questo minerale: la fortissima varietà di abito, anche nello stesso giacimento, la frequente ricchezza di forme e in speciale modo la perfetta rispondenza tra i pinacoidi {001} e {100} e tra i prismi {Okl} e {hkO}. Infatti queste forme, quasi sempre presenti, qualora venga effettuata una rotazione di 90° attorno all'asse y, si sostituiscono, mantenendo nel simbolo gli stessi valori numerici. Questo complesso di cause concomitanti rende assai facile lo scambio del parametro a con c. D'altra parte la piccola differenza dell'angoli b da 90° può dar luogo, quando le facce non riflettono ottime immagine, allo scambio della parte positiva del cristallo con quella negativa. Ne consegue che i prismi a simbolo generale {hkl} diventano {ћkl} e i pinacoidi {hOl} si trasformano in {ћOl}. Nel corso delle mie ricerche sulla datolite della formazione ofiolitica ho potuto notare che quest'ultimo errore è piuttosto raro da parte degli autori, mentre assai più frequente è stato lo scambio x e y.
Effettivamente la possibilità di tale scambio dovrebbe eliminarsi ricorrendo all'orientazione ottica, tanto più che nella datolite α, b, g, questi coincidono coi parametri a, b, c. Sennonché tutti gli autori, ad eccezione del solo Malagoli, fanno coincidere b con b, ma alcuni (Winchell, Nigelli, ecc.) indicano g pressoché parallelo al parametro 1,265 (o 633 se si considera dimezzato), mentre altri (Dana, Des Cloiseaux, ecc.) quasi lo identificano col parametro 0,635(1). Ne deriva uno scambio tra le facce (001) e (100) per cui {011} diventa {110}, {012} diventa {210} e così via. Ciò è realmente accaduto, specie tra gli autori che hanno adottato le costanti di Ramelsberg, dove il valore di α è quasi uguale a quello di c. In tali condizioni occorreva stabilire una volta per tutti i rapporti tra l'indicatrice ottica e la cella elementare, poiché gli studiosi che hanno determinato la struttura non si sono preoccupati di questa particolare questione (2). Ho effettuato nell'istituto mineralogico dell'Università di Pavia, per il cortese interessamento del Professor Gallitelli, alcuni röntgenogrammi col metodo del cristallo rotane, su datolite preventivamente studiata dl punta di vista ottico:
Tali corrispondenze permettono di valersi con tutta sicurezza dello studio ottico per l'orientamento dei cristalli (fig. 1). Queste osservazioni consentono inoltre di dare un particolare valore, ai fini dell'orientazione, a quelle caratteristiche delle facce, che non erano sfuggite all'attenzione dei precedenti osservatori. Infatti (adottando le costanti di Dana) risultano caratteristiche le striature parallele al parametro α nei prismi {Okl}, la smerigliatura e le figure di accrescimento sulle facce del prisma {110}, le striature a barba di penna sulle facce di {001}. Queste ultime permettono altresì di evitare gli errori derivanti, a causa di imperfette misure gognometriche, dalla quasi ortogonalità degli assi x e z. Esse convergono infatti verso la parte negativa del cristallo
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© 2010 Damiani Ivan. Pubblicato da "Lonardi Ing. Gian Luca".
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